Cisterna pubblica “Sterne nove”

SAC-B-039

L'approvvigionamento idrico è sempre avvenuto attraverso i pozzi, che attingevano dalle falde acquifere naturali, formatesi in corrispondenza di strati impermeabili.
L'acqua meteorica intacca lentamente la roccia calcarea, sia in superficie, sia infiltrandosi nel reticolo, fino a dar luogo...

L'approvvigionamento idrico è sempre avvenuto attraverso i pozzi, che attingevano dalle falde acquifere naturali, formatesi in corrispondenza di strati impermeabili.
L'acqua meteorica intacca lentamente la roccia calcarea, sia in superficie, sia infiltrandosi nel reticolo, fino a dar luogo, nell'arco di migliaia di anni, a veri e propri condotti di dimensioni variabili, che penetrano nel sottosuolo. Questo aspetto del territorio ha determinato l'aggregazione di comunità locali in prossimità di falde acquifere dalle quali era possibile attingere l'acqua con facilità. Tuttavia in alcuni periodi di forte siccità è stato necessario sfruttare fino all'ultima goccia l’acqua piovana.
Nella torrida estate del 1880, il consiglio comunale di Spongano deliberò la mia costruzione: una grande cisterna pubblica con due bocche, da edificarsi entro la primavera del 1881.
Lo scopo era raccogliere le acque piovane dal solaio della chiesa Matrice, al riparo quindi da terra e detriti, per destinarle a un uso potabile, grazie anche alla presenza di due depositi con pozzetti presenti lungo via Chiesa, oggi ormai chiusi, con la funzione di filtrare l'acqua prima che mi raggiungesse.
Il progetto fu realizzato e la comunità sponganese ebbe la possibilità di attingere l'acqua una volta al giorno, sotto l'attento controllo degli addetti alla sorveglianza, dipendenti dalla municipalità locale.

Scopri le

Risorse correlate

Sono il polmone verde di Spongano, una distesa di ulivi secolari sulla serra che da Spongano scivola verso Castiglione d’Otranto.Si racconta che proprio qui trovarono rifugio i profughi provenienti da Vaste o da Castro che fondarono poi la cittadina di Spongano...

Mi chiamo “Mammanu”, dal soprannome della famiglia a cui appartenevo, in dialetto leccese, rimanda al mestiere dell’ostetrica, la mammana.Il nome della strada in cui mi trovo, via Borgo Orto Preti, rimanda, in antico, a proprietà del capitolo parrocchiale...

Oltre ad ospitare l’orologio, in passato ero anche la sede in cui si discuteva degli affari pubblici, la Municipalità di Spongano, come testimonia un'antica iscrizione.La mia edificazione risale alla seconda metà del Settecento...

Tra questi alberi usava rilassarsi l’Ingegnere Antonio Rini, fratello del dottore Gaetano, eclettico proprietario del settecentesco palazzo che si trova di fronte alla cappella della Madonna del Carmine, lungo l’omonima strada...

I menhir, monoliti verticali di altezza variabile, generalmente non superiore ai 5 metri, chiamati anche “pietrefitte”, si suppone avessero uno scopo religioso o fossero legati a riti della fertilità. Essi, insieme ai dolmen, strutture composte da più blocchi di pietra...