Palazzo "Bitonti"

SAC-B-060

Piazza IV novembre, sulla quale mi affaccio, connette in un unico asse viario via San Donato e via Sant'Angelo, collegate all'attuale strada Maglie - Santa Maria di Leuca ed all'antico percorso dei pellegrini che si recavano al santuario mariano...

Piazza IV novembre, sulla quale mi affaccio, connette in un unico asse viario via San Donato e via Sant'Angelo, collegate all'attuale strada Maglie - Santa Maria di Leuca ed all'antico percorso dei pellegrini che si recavano al santuario mariano.
Lungo queste strade si alternano le tipiche case a corte salentine, distribuite intorno ad uno spazio scoperto, comune e chiuso da un unico portone, antiche strutture produttive (trappeti a grotta e granai), la chiesa matrice intitolata alla Madonna Immacolata e palazzi storici che appartenevo alla famiglia Bitonti.
Tra i tanti nobili di Montesano i miei proprietari si distinsero in modo particolare. Ebbero il momento più florido tra il '700 ed il '900 annoverando la presenza, nel corso degli anni, di familiari di spessore culturale e sociale.
Sono stato costruito (venendo in questo modo chiamato “nuovo”) in un luogo adiacente a quello che ospitava il palazzo antico, risalente al XVII secolo, che era divenuto troppo angusto per poter ospitare i diversi componenti della famiglia.
Sul mio portale d'ingresso è presente lo stemma, costituito da un scudo, bipartito orizzontale, nella parte inferiore quattro bande di rosso si alternano a cinque spazi bianchi, mentre in quella superiore nello sfondo blu cobalto tre monti,al centro un cardellino che guarda la luna crescente. Alle sue spalle, in opposizione alla luna, si staglia una stella cometa in verticale.
A causa della dispersione delle carte d’archivio non si hanno notizie certe sulle mie origini. Degli anni tra il 1821 e il 1822 è la cappella domestica, eretta dall’arciprete don Gaetano Bitonti allineata alla mia struttura, definendo un complesso nobiliare in equilibrio con gli edifici circostanti, che delinea uno sviluppo prospettico coerente in grado di comunicare una gerarchia, rimarcando il prestigio culturale e sociale della famiglia proprietaria.
Lo schema costruttivo è piuttosto tipico dell’edilizia nobiliare salentina della prima metà dell’Ottocento. Una planimetria a U, con i vani a piano terra destinati ai servizi e quelli del piano nobile a residenza del proprietario, gli scantinati ricavati nel banco roccioso che testimoniano l'antica tradizione di scavo rupestre evidente anche nei trappeti a grotta ancora esistenti nel paese.
Un unico ingresso introduce al piano terra, costituito da un atrio coperto a botte. A destra è presente una scala a due rampe che collega i due piani del palazzo.
Al cortile coperto segue uno spazio scoperto da dove sono visibili un giardino, la distribuzione dei due piani e una scala che conduce alle cantine.

Latitudine 39°58'31.25"N
Longitudine 18°19'22.46"E

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