Chiesa di S. Stefano o S. Giorgio

SAC-B-044

In una calda estate, nel 1955, mentre venivano eseguiti dei normali lavori di riadattamento in Vico Bianco, ne approfittai per fare la mia comparsa al pubblico moderno, riuscendo a far parlare di me già nell’aprile del 1957, dichiarata dagli studiosi fra le più interessanti cripte basiliane...

In una calda estate, nel 1955, mentre venivano eseguiti dei normali lavori di riadattamento in Vico Bianco, ne approfittai per fare la mia comparsa al pubblico moderno, riuscendo a far parlare di me già nell’aprile del 1957, dichiarata dagli studiosi fra le più interessanti cripte basiliane della provincia di Lecce.
Scavata a colpi di scalpello in un banco di tufo, mi estendo per circa 23 mq con una pianta circolare ellittica, lasciando trapelare i numerosi adattamenti che ho subito nel tempo. Un esempio è costituito dal secondo pilastro, più preciso e formato da conci di pietra di Cursi: certamente costruito in un secondo momento, forse per il timore che la volta crollasse.
Al mio interno due grandi buche circolari sono utilizzate come prese d’aria.
Dopo l’ultimo gradino della scala accolgo i visitatori con un rozzo arco, alla cui destra si notano due piccole nicchie: le tracce di fumo che ancora conservo lungo i bordi sono il mio promemoria delle lucerne accese dai fedeli durante le preghiere e i sacri riti di questo piccolo centro abitato.

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